24.04.2026

Pordenone onora il Professor Romagnoli che ha arricchito la città con la sua collezione di opere d’arte

24/04/2026

Si è tenuta oggi la presentazione della Sala Romagnoli presso il Museo Civico d’Arte di Pordenone, alla presenza dell’Assessore alla Cultura Alberto Parigi, del dottor Alessandro Pratesi, professionista che ha seguito e curato l’atto di lascito della Famiglia Romagnoli, e di Giovanni Di Prima, Direttore Generale dell’ASP Umberto I, la casa di riposo designata dalla famiglia quale erede universale. Palazzo Ricchieri custodisce una testimonianza tangibile di generosità e amore per l'arte: la sala al primo piano del Museo Civico d'Arte, che raccoglie alcuni dei dipinti più significativi tra le opere donate dal professor Andrea Romagnoli, è stata intitolata proprio all’illustre professore che nelle proprie disposizioni testamentarie aveva scelto di lasciare all'istituzione parte del suo patrimonio artistico. Un gesto simbolico con cui l'amministrazione comunale riconosce e onora la memoria di un uomo che ha scelto di condividere con tutta la cittadinanza il frutto di una vita dedicata alla cultura.

Insegnante di matematica e fisica al liceo Leopardi, Romagnoli è scomparso nel 2021 lasciando un’eredità che va ben oltre le aule scolastiche. La collezione, formata insieme ai fratelli Pierluigi e Maria Valeria, si è costruita nell’arco di oltre trent’anni, tra il 1960 e il 1993, ed è il frutto di una passione autentica e di una ricerca condotta con rigore e dedizione. Andrea Romagnoli, in particolare, si è distinto anche per la raccolta di volumi, studi e documenti sulla pittura italiana dell’Ottocento, un ambito nel quale la famiglia Romagnoli ha saputo muoversi con competenza e sensibilità rara.

 

 

Il lascito conta oltre 70 opere e annovera nomi di assoluto rilievo: dalle tele di Guglielmo Ciardi, Italico Brass, Giuseppe Tominz, Federico Zandomeneghi, Luigi Nono e Vittore Carniel, alle litografie e acqueforti di Renato Guttuso, accompagnate dai rispettivi cataloghi. Un insieme eterogeneo e di grande qualità, che arricchisce in modo significativo il patrimonio artistico pubblico della città.

 

 

L’intitolazione della sala si inserisce in un percorso più ampio che il Comune porta avanti con convinzione: valorizzare i lasciti privati restituendo alla collettività ciò che singoli cittadini hanno scelto di condividere. In questa direzione, recentemente è stato anche rinnovato l’impianto di illuminazione della sala, per garantire alle opere la visibilità e la dignità espositiva che meritano. Le opere non sono esposte tutte simultaneamente: è prevista una rotazione programmata che permetterà al pubblico di fruire dell’intera collezione nel tempo. Restano per ora in deposito le stampe, materiali particolarmente sensibili alla luce e che richiedono pertanto una gestione conservativa più attenta. Accanto alle opere pittoriche, il Museo ospita inoltre una parte della biblioteca personale di Romagnoli, dedicata prevalentemente alla pittura del XIX secolo: circa 500 volumi, alcuni dei quali rari o fuori catalogo, consultabili su richiesta.

 

 

Con la Sala Romagnoli, Pordenone celebra un lascito rendendolo vivo e accessibile, restituendo al professor Romagnoli il riconoscimento che la sua generosità merita.